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Nome: Jonathan
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credits
Irene
{designer mode: on}
Pink Panthers.
Modificato interamente da Jonathan, immagine DeviantArt

giovedì, 16 novembre 2006
Un mese in più

E finalmente arriva il 16 novembre. Sono [già o ancora?] due mesi che sto con la Simona [a me piace il suo nome, oh], la ragazza migliore al mondo [quante volte l'ho detto?].

Sinceramente non avrei mai creduto, di arrivare a passare due mesi assieme ad una persona. Piano piano mi sto ricredendo. Adesso, non vedo l'ora che arrivi sabato [e chi lo sa, spero anche domenica], così da andare ancora nella nostra cittò prteferita, passando un altro splendido giorno assieme, e facendo compere al nostro negozietto dark preferito.

"I due mesi più belli della mia vita..."

Ti Amo Simona.

Misanthropho alle 11:02
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martedì, 07 novembre 2006
Odio A Prima Vista

Odio quando fai così.

O forse dovrei Odiare me stesso, quando faccio così?


Vorrei morire, ora, di certo sarebbe un bene per Te. Mi toglierei dalle palle, e ti toglieresti un peso incredibile dalle spalle, a sopportarmi sempre. E poi sarebbe meglio un pò per tutti. Per quelli che sparlano alle mie spalle facendo credere alle eprsone che sono un falso, un menefreghista, un poser, un Figlio di Puttana, uno stronzo, un bastardo, un cafone, un idiota, uno scemo, un cazzone, una testa di cazzo, e quant'altro.

E poi a che servo.

Ogni cosa che faccio DIOCANE finisce per trasformarsi in MERDA

ma diocane, sono così nato sbagliato? PORCODIO. Voglio morire, ora. O parlare con Sergio, che tanto è l'unico modo per sfogrsi decentemente. Peccato che non ci riesca, perchè? PERCHE'. Ma che cazzo ne so perchè, DIOCANE.



Però ti amo, che cazzo ci posso fare. Io ingoio e sto zitto. Mi piace ingoiare, anche se non mi piacerebbe ingoiare Sborra.

Misanthropho alle 17:45
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lunedì, 06 novembre 2006
Auguri!!

Oh My Love!!

ed anche per te inizia una nuova fase di vita, cioè quella di 20 anni. Mi è venuto in mente il programma che danno su mtv "avere 20 anni". LoL

beh, che dire...grazie di tutto, e spero di vederti arrivare a 100 anni, tenendoti ancora per mano.

AUGURI AMORE MIO!

Ti Amo Simo <333333

Misanthropho alle 23:08
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venerdì, 03 novembre 2006
Un Amore lungo un Giorno

<<É come se la mia vita fosse stata investita da un Tram, davanti ai miei occhi. Un tram che riportava una scritta, sul fianco. "Amore", era la scritta. O era "Sesso"? mah, comunque era un tram rosa. Te lo immagini che brutto un tram rosa? n.d.a>>

Erano le 7:00. Prima mattinata, ed era freddo. Il sangue le scorreva nelle vene come una locomotiva impazzita. Aveva bisogno di arrivare in fretta a quella maledetta fermata del tram. Aveva già maturato 10 minuti di ritardo, e se fosse arrivata ancora nello studio in quelle condizioni, sicuramente sarebbe stata licenziata. Non voleva certo che questo accadesse, ma ogni mattina, succedeva la stessa storia. La sveglia non suonava mai alle 6:15. Questo perchè non metteva mai la sveglia. Un pò perchè era pigra, un pò perchè odiava quel rintintìn nelle orecchie, ad un'ora così drammatica. Ma se non avesse imparato a farlo, avrebbe perso il lavoro, e tutto quello che più aveva a cuore. I soldi. Si, questa signorina, di famiglia medio-bassa, di 26 anni, single per scelta, era ossessionata dai soldi, e dalla richezza. Amava sperperare ogni singolo centesimo che guadagnava mensilmente, lavorando in quel piccolo studio di periferia. Era uno studio di Grafica Pubblicitaria. Raindrop & Co. era la scritta che luccicava, su quell'insegna, esposta in Via Moretti, precisamente al numero 62 di una vecchia palazzina marrone in stile Liberty anno '10. Il posrtone era sontuoso, ed occupava un ampio spazio, sulla facciata della palazzina. Era bella, sinuosa, con decorazioni floreali in ferro battuto ed ottone, e piccoli intarsi sull'arco di ebano, che sovrastava le due ante. Era bella quasi quanto Magdalena. "Triiiiiiiiiiii" - Il campanello suonò - "aprite perfavore, sono Magdalena". Click, la porta si aprì, e la ragazza salì velocemente le scale, respirando profondamente perchè già distrutta per le precedenti corse casa-stazione/stazione-ufficio. "Ancora in ritardo eh? Madda (così veniva chimata in ufficio), sai che se continui così farai una brutta fine, vero?" - "Si. Si..scusi direttore, ma c'era tantissimo traffico questa mattina in centro.." ansimò Madda - "Ma tu non arrivi sempre in metro?" chiese il direttore - "Uhm?" disse Madda cercando con la mano destra, alla cieca, il pulsante per ordinare un caffè alla minim-acchinetta che avevano sempre avuto in ufficio, e che li accompagnava nei loro lunghi periodi di lavoro notturno. "Hai capito bene" insistette il capo - "Ma direttore..." intervenne una voce angelica.. "non vede che sta dicendo la verità? Anche io ho trovato molto traffico questa mattina, glielo giuro.." continuò - "Beh, Rita, se tu mi dici così...ok, anche per questa volta passa. ma non ti azzardare ad arrivare ancora in ritardo, o questa volta giuro che.." - "SU DIRETTOREEEE!!!" venne interrotto ancora da Rita - "Humpf...lasciamo perdere...su, tutti a lavoro adesso" finì l'uomo. Rita era di bella presenza, non molto alta, molto magra, capelli biondi, mossi, forme a dir poco perfette, ed un sederino, così ritto e sodo, che faceva impazzire perfino il direttore, un uomo sulla 45ina, ma conosciuto da molti come il Don Giovanni del quartiere. Non era sposato, ne aveva figli. Aveva vissuto divertendosi a più non posso nei vari locali privè nella zona, spendendo molti soldi in quelle luride catapecchie. Ma in fondo, era un'artista, di fama Europea. Si dice fosse riuscito a vendere 2 progetti per alcune decorazioni di un soffitto in stile '500esco, per la sala da pranzo della casa di Riccardo Benvenuti, un miliardario italiano, residente a Latvia, per la cifra di ben 780 milioni di lire. Una bella somma, non c'è che dire. Rita aveva compiuto da poco 19 anni, ed era stata assunta come segretaria per lo studio, soltanto perchè il padre, era e continua ad essere il miglior amico del direttore. Il direttore era fiero di avere un elemento come Rita tra il suo staff, vantandosene in giro, e scherzandoci su, con i suoi amici mentre sorseggiavano un Martini al Country Club Cafè, sempre nella stessa strada della palazzina, ma 100 metri più avanti, in direzione est. "E racconta,  non te la sei ancora portata a casa con qualche scusa, quella ragazzina?" ridacchiò un amico - "Dai!!, tanto è grande e vaccinata, è maggiorenne, che vuoi che ti succeda!" aggiunse un altro - "Chissà com'è brava a letto, quella troietta, eh Carlo?" disse il 3° amico. "Eddai, basta idioti, è la figlia del mio migliore amico, non posso scoparmela!...anche se quel fottuto corpetto da bagascetta, me lo fà rizzare come non mai.." disse Carlo, il direttore. - "ahaha! vedi che la vuoi pure tu? vecchio porco. Dai, che se vuoi, possiamo progettare anche una cosa a 5...tu, noi e la troietta. Ti starebbe bene?" disse uno degli amici - "Macchè, non posso farlo da solo, figuriamoci in 4..." disse Carlo - "Ma se alla troietta poi piace? non pensi che sarebbe una cosa molto eccitante da fare? e soprattutto trasgressiva al massimo..." ridacchiò lo stesso amico - "Fammici pensare, amico...ti saprò ridire nei prossimi giorni." - concluse Carlo. Dopo gli stessi identici saluti, da ormai 10 anni a questa parte, Carlo tornò in ufficio, dopo la pausa pranzo, per addentrarsi di nuovo, in quel lavoro che tanto amava, e che tante soddisfazioni gli aveva sempre dato. Anche Madda, ben presto raggiunse di nuovo l'ufficio. Erano le 13 passate, e tutti se ne stavano seduti lì, ai loro consueti posti, dietro a quelle piccole scrivanie sovrastate da potentissimi Apple Mac. Tutto era regolare; Rita stava trascivendo al pc alcune note personali del direttore e riassumeva i vari conti. Carlo come sempre, se ne stava appollaiato sulla sua poltrona di pelle nera, con il suo sigaro in mano, e quella pancietta dovuta all'alcool che ormai, gli aveva rovinato per sempre l'immagine di "bell'uomo" che aveva sino a qualche anno fa". Madda, ed altri 4 uomini stavano discutendo, sistemati a cerhio, attorno al tavolo sopra il quale era stato steso un grande foglio con un progetto che ormai portavano avanti da mesi. "Uff che freddo che fa qui direttore!" la voce angelica, ma allo stesso tempo sgalineggiante di Rita solcò il rumore di tastiere e mouse arrivando all'orecchio dei Carlo come un pugno nei coglioni. "Ma cosa ti urli Rita, e cosa ti lamenti! Ma ci saranno 30 gradi in sta stanza, come fai a dire che è freddo" ribattè il direttore - "MA UFF!" concluse rita, rimettendosi a battere i tasti del suo pc. "Quella gallinella...che puttana, che cazzo ha sempr e da lamentarsi..ma non posso trattarla troppo male. Voglio farmela, si. Voglio farmela a tutti i costi." penso tra sè e sè Carlo. "Direttore, ci scusi, abbiamo alcuni problemi con il progetto...può venire a dare un'occhiata?" disse Madda. "Eh, si, arrivo...che scassa c.." borbottò Carlo dalla sua poltrona. Anche Rita si avvicinò incuriosità, seguendo il capo verso il tavolo attorno al quale era riunito tutto lo staff.


///prossimamente il seguito

Misanthropho alle 18:31
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